Ogni tanto mi capita, ma mai era durata tanto. Una fase di completo stallo creativo. Guardo le cose e vedo il buio. Mi siedo al tavolo con stoffe bottoni e progetti da portare avanti e non concludo niente.
Forse si è esaurita la vena? Non saprei. Sicuramente influisce anche la primavera.
Devo riflettere su come devo considerare questo craft: finora è stato un hobby che mi tiene compagnia, mi occupa le serate (non sono capace di stare seduta con le mani in mano), mi permette di creare cose belle per me e, perchè no, mi ha consentito di guadagnare qualcosina. Però mi sono resa conto, man mano che passava il tempo, che la gente è sempre meno intenzionata a comprare oggetti fatti a mano. Pur forse riconoscendone il valore si rivolgono a uno standard più basso ed economico. Con questo non voglio dire che le cose che creo io siano eccelse e la gente non capisce niente, eh!
Da un lato mi sento dire che se creo un oggetto "per il mercato" ma senza sentirlo, non avrà anima, non so come spiegarlo. Dall'altro, quando creo qualcosa che a me piace molto, mi rende felice nella fase di scelta, progettazione ecc... nessuno lo vuole. Quindi? Sono completamente sfasata.
Forse sarà anche perchè incombe un mercatino che non sento per nulla e che immagino come un totale fallimento (e infatti non riesco a mettermi a realizzare quasi niente.). Continuo a rimandare.
Quando ci penso so che da un lato l'ambizione sarebbe portare avanti una "linea" di oggetti che nascono per facilitarci la vita in viaggio (sempre lì torno, lo so...): anni di fare e disfare la valigia mi hanno portato a selezionare amici indispensabili, leggeri e coordinabili tra loro. Ma poi? Sarà un buco nell'acqua? Vero è che oggi si viaggia molto di più di prima, e le compagnie low cost agevolano, ma obbligano a controllare il peso di quello che ci portiamo dietro. Potrebbe essere uno sbocco intelligente?
Arriverà finalmente l'autunno!
Valentina
Pagine
Se vuoi informazioni sui miei lavori contattami! Sarò felice di risponderti!
If you want some info about my craft, drop me an e-mail: I'd be glad to answer it!
gatto_arancione@yahoo.it
venerdì 10 marzo 2017
venerdì 17 febbraio 2017
A Creative Journey: Downton Abbey Ladies
Adesso che è passato abbastanza tempo e sono finalmente riuscita a "disintossicarmi" dalla macchina da cucire, posso iniziare a mostrarvi il "passo passo" di un mega regalo natalizio fatto a dicembre.
Sia io che mia mamma siamo state fan appassionate della meravigliosa serie Downton Abbey. Splendidi luoghi (North England, of course), splendide atmosfere, splendidi abiti. E attori strepitosi.
Così ho deciso di riprodurre gli abiti delle cinque protagoniste principali: la moglie del conte di Grantham, le tre figlie e la nonna.
The right time has passed, and now I'm ready to show you the "Creative Journey" for the realization of a huge Christmas gift, last december.
Both my mother and I have been great fans of the beautiful Downton Abbey Series. Spectacular places (North England, of course), splendid moods, splendid garments. And wonderful actors.
So I decided to recreate the dresses of the five main characters: the Countess of Grantham, her three daughters and their grandmother, Her Ladyship the Dowager Countess of Grantham (a great Maggie Smith)
Step 1: decidere tra i tantissimi abiti quelli che rappresentavano meglio ciascun personaggio. Arduo in quanto per alcuni è stato uno strazio fare una scelta tanto sono belli.
Step #1: decide which dresses to make, the ones that represented better each character. Tough task , as they're all so beautiful!
Step 2: "destrutturazione" degli abiti - capire i materiali che mi servivano per ciascuno. Abiti, sotto-abiti, guanti, cappelli ecc...
Step #2: "destructurate" of each outfit. I needed to understand which materials to use. Clothes, under-garments, gloves, hats....
Step 3: raid nel mio negozio di stoffe preferito con l'elenco. Chiaramente essere di fronte a veri tessuti obbliga a fare modifiche ai piani: non c'è stato verso di trovare un tulle color borgogna già ricamato con fiori dorati (in scala!) esattamente abbinabile ad un raso sempre borgogna!
Step#3: raid into my favourite fabric shop with my list. Obvioulsy, being in front of real fabrics has forced me to make changes to the original plans. It was impossible (as I had imagined) to find a burgundy tulle ebroidered with small golden flowers that could match exactly a burgundy satin!
Step 4: preparazione delle basi. Ho scelto il modello di bambola che mi sembrava più adatto (modello "angelo Tilda-con-naso", non il mio preferito ma era perfetto per braccia, gambe e non ha i fianchi troppo accentuati degli altri modelli), tagliato cucito ed imbottito i corpi, cucito un paio di mutandoni per ciascuna. Ciascun paio si abbinerà all'abito grazie a piccoli particolari decorativi.
Step #4: preparation of the dolls. I chose the doll pattern that seemed the best to me (it's the "Tilda-angel-with-nose" pattern. Not my favourite one, if I have to be honest, but it's perfect for legs and arms and has smaller hips than the other ones). I cut and sewed all the pieces, stuffed them - extremely boring - and then sewed each of them a pair of edwardian-style panties. Each pair to match the dress with some small embellishments.
E via che si parte col divertimento!
And off we go!
Valentina
Sia io che mia mamma siamo state fan appassionate della meravigliosa serie Downton Abbey. Splendidi luoghi (North England, of course), splendide atmosfere, splendidi abiti. E attori strepitosi.
Così ho deciso di riprodurre gli abiti delle cinque protagoniste principali: la moglie del conte di Grantham, le tre figlie e la nonna.
The right time has passed, and now I'm ready to show you the "Creative Journey" for the realization of a huge Christmas gift, last december.
Both my mother and I have been great fans of the beautiful Downton Abbey Series. Spectacular places (North England, of course), splendid moods, splendid garments. And wonderful actors.
So I decided to recreate the dresses of the five main characters: the Countess of Grantham, her three daughters and their grandmother, Her Ladyship the Dowager Countess of Grantham (a great Maggie Smith)
Step 1: decidere tra i tantissimi abiti quelli che rappresentavano meglio ciascun personaggio. Arduo in quanto per alcuni è stato uno strazio fare una scelta tanto sono belli.
Step #1: decide which dresses to make, the ones that represented better each character. Tough task , as they're all so beautiful!
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| Downton Ladies |
Step #2: "destructurate" of each outfit. I needed to understand which materials to use. Clothes, under-garments, gloves, hats....
Step 3: raid nel mio negozio di stoffe preferito con l'elenco. Chiaramente essere di fronte a veri tessuti obbliga a fare modifiche ai piani: non c'è stato verso di trovare un tulle color borgogna già ricamato con fiori dorati (in scala!) esattamente abbinabile ad un raso sempre borgogna!
Step#3: raid into my favourite fabric shop with my list. Obvioulsy, being in front of real fabrics has forced me to make changes to the original plans. It was impossible (as I had imagined) to find a burgundy tulle ebroidered with small golden flowers that could match exactly a burgundy satin!
Step 4: preparazione delle basi. Ho scelto il modello di bambola che mi sembrava più adatto (modello "angelo Tilda-con-naso", non il mio preferito ma era perfetto per braccia, gambe e non ha i fianchi troppo accentuati degli altri modelli), tagliato cucito ed imbottito i corpi, cucito un paio di mutandoni per ciascuna. Ciascun paio si abbinerà all'abito grazie a piccoli particolari decorativi.
| ... preparing the pieces... |
| Ladies in their undies |
| Ladies in their undies |
| Ladies in their undies |
E via che si parte col divertimento!
And off we go!
Valentina
Etichette:
cucito creativo,
downton abbey,
fashion,
gioielli,
tilda
mercoledì 15 febbraio 2017
Organizing projects: the medium one
Ed eccoci al secondo appuntamento con i miei progetti di Home Organizing. Questo ha previsto un intervento "professionale": mi mancava la sega (e non la so usare a dire il vero, anche se ho osservato tanto... e osservando in genere imparo), quindi non ho potuto realizzarlo completamente da sola.
L'idea era quella di inserire un piccolo ripiano all'interno dell'armadio, di media profondità, però, in modo da sfruttare meglio gli spazi interni. Soprattutto volevo una soluzione che tenesse separata la mia collezione di sciarpe (adoro le sciarpe): va a finire che sono sempre dietro a tutto e nella fretta prendo la prima che capita! (I know, there are worse problems in the world....)
L'armadio è IKEA e visto che dal punto di vista dello sfruttare gli spazi sono geniali, il primo step è stato scartabellare sul sito per vedere se ci fosse un accessorio interno adatto ai miei scopi. E in effetti c'è.
Solo che i quattro "vani" che verrebbero a crearsi sono troppo stretti per maglioni e magliette, mentre sono perfetti per le scarpe - penso siano stati studiati principalmente per le scarpe.
Ho quindi acquistato tre ripiani standard, uno dei quali è stato segato in quattro per creare le "gambe", assemblati e sistemati nell'armadio.
Molto meglio, no??
Adesso i vestiti sono in ordine, le sciarpe sono in ordine, c'è spazio per sistemare jewellery e profumi.... Just terribly perfect!
Valentina
L'idea era quella di inserire un piccolo ripiano all'interno dell'armadio, di media profondità, però, in modo da sfruttare meglio gli spazi interni. Soprattutto volevo una soluzione che tenesse separata la mia collezione di sciarpe (adoro le sciarpe): va a finire che sono sempre dietro a tutto e nella fretta prendo la prima che capita! (I know, there are worse problems in the world....)
| wardrobe before |
| wardrobe before - scarves |
| wardrobe before - mess! |
Solo che i quattro "vani" che verrebbero a crearsi sono troppo stretti per maglioni e magliette, mentre sono perfetti per le scarpe - penso siano stati studiati principalmente per le scarpe.
Ho quindi acquistato tre ripiani standard, uno dei quali è stato segato in quattro per creare le "gambe", assemblati e sistemati nell'armadio.
| Assembling... |
| ... contemplating the finished shelf... |
| ... in its proper location... |
| .... just perfect! |
Adesso i vestiti sono in ordine, le sciarpe sono in ordine, c'è spazio per sistemare jewellery e profumi.... Just terribly perfect!
| Yeah, I like it... |
Valentina
giovedì 9 febbraio 2017
Freeform sweater and introspection
Il negozio dove ho acquistato la lana l'altro giorno, oltre ad avere degli stupendi filati, aveva in vetrina anche dei capi già realizzati che mi hanno colpito molto. Poncho/mantelline reallizzate con la tecnica del "freeform", che come mi hanno spiegato, consiste nel partire con un filato ed un punto e poi, assolutamente a caso, cambiare gomitolo, cambiare fantasia, cabiare punto.
L'effetto è molto bello.
In effetti è più una tecnica da uncinetto, ma l'uncinetto, come i logaritmi (ci riflettevo qualche giorno fa) non fanno proprio per me.
Arrivata a casa con il mio prezioso tesoro di gomitoli nuovi, inizio a saccheggiare le mie scatole, per abbinare altri filati e provare a fare un gilet con questa tecnica. E poi via!
E mentre faccio una riga dopo l'altra, cambiando gomitolo quando mi va, guardo il lavoro che si sta pian piano componendo e mi viene da pensare: è la "trasposizione su filo" (se mi passate l'immagine) di quello che sono io.
Uno strato dopo l'altro di esperienze e passioni completamente diverse, ma che si amalgamano in modo abbastanza uniforme e mi compongono.
... io da piccola nell'orto di mio nonno tra piante di pomodori, galline e conigli che gli dico che voglio stare lì sempre e fare la contadina....
... io e i miei vocabolari di latino e greco al liceo.....
... io e i miei gomitoli di lana con cui creo qualcosa dal nulla....
.... io e la passione infinita per le lingue e le culture di popoli lontani.....
.... io e la mia collezione di cartoline con i capolavori di artisti raccolte nei musei di mezzo mondo....
... io e le scatole di perline, pinze e tronchesi per i miei orecchini e braccialetti...
... io e i libri di poesie....
... io che mi sento viva e felice come non mai sul ponte della nave che scivola lentamente lungo il Nilo....
... io e la mia amata biologia, lo studio della macchina perfetta in ogni suo più piccolo meccanismo che è il corpo umano....
... io mentre allestisco il banco per il mio primo mercatino....
... io e le mie scorribande con Mauro su e giù per la Sicilia a prelevare campioni di acqua o di suolo....
.... io e i miei ragazzi a cui cerco di trasmettere la passione per la conoscenza....
... io che studio e sperimento ricette strane per stupire i miei amici a cena....
... io che sono capace di passare un'intera giornata a ricostruire l'albero genealogico dei sovrani europei del 1500....
... io che di sera, cartina alla mano, metto giù un itinerario di viaggio....
... io e la meraviglia che provo immergendomi in un mare pieno di pesci curiosi che vengono a verificare che tipo di intruso ha varcato la loro soglia di casa....
Quando la ditta per cui lavoravo anni fa ci ha lasciato a casa, ho avuto modo di riflettere su quello che ero e che volevo. Ricordo una chiacchierata illuminante con un collega. Io, angosciata per la prospettiva di perdere il lavoro e le scelte a cui mi trovavo di fronte. Lui, che alla razionalità logica e ordinata tipica dei maschi aggiunge anche quella degli ingegneri. Mi chiede a bruciapelo: "tu senza questo lavoro cosa sei?"
Non ho avuto più dubbi. Io senza quel tipo di lavoro lì sono la somma di tutte le altre parti che mi compongono. Le mie passioni, la mia famiglia, i miei amici, la mia casa, i miei libri, la mia capacità di rimettermi in gioco, magari in altri ambiti, come poi è successo. Il lavoro che avevo mi definiva, come persona, solo in parte (oggi infatti ho un altro lavoro completamente diverso ma non per questo non mi sento più io). E temevo che forse, mettendo da parte tutto il resto per mantenere quel singolo aspetto, avrei perso troppe "facce" della persona che sono.
Poi, chi lo sa: magari, guardandomi indietro fra trent'anni me ne pentirò.
L'effetto è molto bello.
In effetti è più una tecnica da uncinetto, ma l'uncinetto, come i logaritmi (ci riflettevo qualche giorno fa) non fanno proprio per me.
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| yarn selection |
E mentre faccio una riga dopo l'altra, cambiando gomitolo quando mi va, guardo il lavoro che si sta pian piano componendo e mi viene da pensare: è la "trasposizione su filo" (se mi passate l'immagine) di quello che sono io.
Uno strato dopo l'altro di esperienze e passioni completamente diverse, ma che si amalgamano in modo abbastanza uniforme e mi compongono.
| freeform sweater |
... io e i miei vocabolari di latino e greco al liceo.....
... io e i miei gomitoli di lana con cui creo qualcosa dal nulla....
.... io e la passione infinita per le lingue e le culture di popoli lontani.....
.... io e la mia collezione di cartoline con i capolavori di artisti raccolte nei musei di mezzo mondo....
... io e le scatole di perline, pinze e tronchesi per i miei orecchini e braccialetti...
... io e i libri di poesie....
... io che mi sento viva e felice come non mai sul ponte della nave che scivola lentamente lungo il Nilo....
... io e la mia amata biologia, lo studio della macchina perfetta in ogni suo più piccolo meccanismo che è il corpo umano....
... io mentre allestisco il banco per il mio primo mercatino....
... io e le mie scorribande con Mauro su e giù per la Sicilia a prelevare campioni di acqua o di suolo....
.... io e i miei ragazzi a cui cerco di trasmettere la passione per la conoscenza....
... io che studio e sperimento ricette strane per stupire i miei amici a cena....
... io che sono capace di passare un'intera giornata a ricostruire l'albero genealogico dei sovrani europei del 1500....
... io che di sera, cartina alla mano, metto giù un itinerario di viaggio....
... io e la meraviglia che provo immergendomi in un mare pieno di pesci curiosi che vengono a verificare che tipo di intruso ha varcato la loro soglia di casa....
Quando la ditta per cui lavoravo anni fa ci ha lasciato a casa, ho avuto modo di riflettere su quello che ero e che volevo. Ricordo una chiacchierata illuminante con un collega. Io, angosciata per la prospettiva di perdere il lavoro e le scelte a cui mi trovavo di fronte. Lui, che alla razionalità logica e ordinata tipica dei maschi aggiunge anche quella degli ingegneri. Mi chiede a bruciapelo: "tu senza questo lavoro cosa sei?"
Non ho avuto più dubbi. Io senza quel tipo di lavoro lì sono la somma di tutte le altre parti che mi compongono. Le mie passioni, la mia famiglia, i miei amici, la mia casa, i miei libri, la mia capacità di rimettermi in gioco, magari in altri ambiti, come poi è successo. Il lavoro che avevo mi definiva, come persona, solo in parte (oggi infatti ho un altro lavoro completamente diverso ma non per questo non mi sento più io). E temevo che forse, mettendo da parte tutto il resto per mantenere quel singolo aspetto, avrei perso troppe "facce" della persona che sono.
Poi, chi lo sa: magari, guardandomi indietro fra trent'anni me ne pentirò.
"A me, se di vecchiezza
la detestata soglia
evitar non impetro,
quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di questi anni miei? Che di me stesso?
Ahi pentirommi e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro"
(Leopardi, Il Passero Solitario).
Speriamo di no, eh!
Valentina
martedì 7 febbraio 2017
Damn, I did it again!
Che cosa avevo detto? Che devo far fuori un sacco di gomitoli, che ne ho troppi, che occupano spazio.....
E' bastato passare di fianco ad un negozio nuovo nuovissimo vicino a casa specializzato in filati e lane... potevo resistere????
L'arancione mi ha fatto impazzire subito e abbinarlo a quel verde oliva è stato un attimo.
What did I say? That I have too many yarns, that I need to downsize my stash collection, that they take way too much room...
It's been enough to pass by a brand new yarn shop close to home..... how could I resist?? The orange one drove me crazy and in a matter of seconds I bought it and the pale olive green too.
Exactly just like this!
Valentina
E' bastato passare di fianco ad un negozio nuovo nuovissimo vicino a casa specializzato in filati e lane... potevo resistere????
L'arancione mi ha fatto impazzire subito e abbinarlo a quel verde oliva è stato un attimo.
What did I say? That I have too many yarns, that I need to downsize my stash collection, that they take way too much room...
It's been enough to pass by a brand new yarn shop close to home..... how could I resist?? The orange one drove me crazy and in a matter of seconds I bought it and the pale olive green too.
Exactly just like this!
Valentina
lunedì 6 febbraio 2017
Organizing projects: the easy one
In genere quando mi guardo intorno per vedere dove migliorare l'organizzazione della casa, la camera da letto viene sempre ignorata. Letto-armadio-comodini. Piuttosto facile, no? Non c'è molto da girarci intorno.
Eppure....
Dietro alle tende, c'è una piccola nicchia in cui è inserito il calorifero. Nel corso degli anni ho "piazzato" lì dietro il cesto in cui riporre gli indumenti da stirare e alcuni cesti in vimini (la camera, a differenza del resto della casa ha qualche tocco etnico-coloniale) che ospitano i lavori fatti tra un mercatino e l'altro. Misura precisa, come se fossero stati progettati apposta per inserirsi in quella nicchia. E di fianco alla finestra, ecco gli sgabelli, per quando siamo in tanti a cena. Altrimenti dove?
Ma stanno male, decisamente. Anche perchè uno sgabello è un piano d'appoggio, e per me i piani d'apoggio sono molto pericolosi: chiamano immediatamente scatole o sacchetti che ci si appoggiano sopra (effettivamente è il loro lavoro, no? se non ci si appoggiasse sopra niente che piani d'appoggio sarebbero?) Uffa.
Allora ho studiato. Metro alla mano, sito dell'IKEA aperto. E via con le idee.
Visto che probabilmente recupererò da mia sorella uno scaffale Billy, che con qualche piccola modifica entra alla perfezione nella nicchia del calorifero (e di spazio per i libri non ce n'è mai a sufficienza a casa mia), si poneva il problema dei cesti.
Risolto così: due scaffali Kallax, uno alto e uno basso messi uno sopra l'altro, nei quali i cesti entrano giusti giusti come cassetti. Contenendo il disordine visivo.
Giro all'Ikea, acquisto dei mobili e in un'ora scarsa li ho montati.
Tutto un altro effetto, no? Ora gli sgabelli stanno dietro alla tenda e non sono più in vista. Lo scaffale si accorda al legno dell'armadio e i cesti riprendono il tocco vimini. Qualche particolare un po' esotico infatti lo volevo. Non mobili perchè avevo paura di stancarmi. E continuo a preferire lo stile semplice e lineare. Però.... quando ho visto questo pannello intagliato proveniente dall'Indonesia ho capito che era la testata perfetta per il mio letto (la foto non rende giustizia, soprattutto al contrasto tra il legno scuro e la parete verde salvia).
Progettino economico, facile e veloce. La parte più complicata è stato il trasporto del pacco - decisamente pesante -!
A presto con un progetto "medium"!
Valentina
Eppure....
Dietro alle tende, c'è una piccola nicchia in cui è inserito il calorifero. Nel corso degli anni ho "piazzato" lì dietro il cesto in cui riporre gli indumenti da stirare e alcuni cesti in vimini (la camera, a differenza del resto della casa ha qualche tocco etnico-coloniale) che ospitano i lavori fatti tra un mercatino e l'altro. Misura precisa, come se fossero stati progettati apposta per inserirsi in quella nicchia. E di fianco alla finestra, ecco gli sgabelli, per quando siamo in tanti a cena. Altrimenti dove?
| Bedroom - front view |
| Bedroom - side view 1 |
| Bedroom - side view2 |
Allora ho studiato. Metro alla mano, sito dell'IKEA aperto. E via con le idee.
Visto che probabilmente recupererò da mia sorella uno scaffale Billy, che con qualche piccola modifica entra alla perfezione nella nicchia del calorifero (e di spazio per i libri non ce n'è mai a sufficienza a casa mia), si poneva il problema dei cesti.
Risolto così: due scaffali Kallax, uno alto e uno basso messi uno sopra l'altro, nei quali i cesti entrano giusti giusti come cassetti. Contenendo il disordine visivo.
Giro all'Ikea, acquisto dei mobili e in un'ora scarsa li ho montati.
![]() |
| .... fase 1: acquisto... |
| ...fase 2: controllo montaggio.... |
| ... fase 3: verifica stabilità strutturale... |
| ... fase 4: job done! |
Progettino economico, facile e veloce. La parte più complicata è stato il trasporto del pacco - decisamente pesante -!
A presto con un progetto "medium"!
Valentina
venerdì 3 febbraio 2017
It takes some sun today (2/2)
Continua a piovere....
Perchè sono così attratta dal passato? Dalle antichità e dalle storie di uomini morti e sepolti (se mai sono esistiti)? Perchè un capolavoro dell'arte moderna mi lascia quasi invariabilmente indifferente mentre potrei rimanere ore ad ammirare le volute di un capitello ionico e osservare come il sole si riflette sul marmo bianco facendolo brillare quasi di luce propria?
E' inutile, è una calamita. Dovrò prima o poi tornarci.
Valentina
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| Le Meteore |
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| Isole del Golfo Saronico |
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| Atene |
E' inutile, è una calamita. Dovrò prima o poi tornarci.
Valentina
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